Lezioni di Storia nell’Arte a Bari, l’evento degli Editori Laterza per tutte le età

Lezioni di Storia nell’Arte a Bari, l’evento degli Editori Laterza per tutte le età
18 Nov 2016

Quasi 1.200 spettatori per ogni domenica delle Lezioni di Storia organizzate a Bari, nel Teatro Petruzzelli, dagli Editori Laterza. Sold Out per seguire storici di fama, che raccontano precisi periodi partendo da una immagine artistica, da dipinti, da affreschi, da Castelli.
L’età degli spettatori, di quanti si mettono in coda sin dalle prime ore del mattino per accaparrarsi gli ultimi biglietti disponibili, è sui 45, esattamente al centro tra studenti e studiosi, tra ragazzi ed adulti.

C’è sempre, però, l’eccezione che conferma la regola, e qui l’eccezione è che le Lezioni di Storia nell’Arte sono aperte a tutti, senza limiti di età. In mezzo a teste canute, studenti rampanti, docenti e giornalisti, infatti, c’erano anche rappresentanti di un pubblico molto particolare ed esigente: i bambini.

C’era il piccolo Libero, 5 anni, occhi vispi e atteggiamento ribelle, che seduto in un palco ha seguito la lezione del prof. Maurizio Viroli, quella sul rapporto tra “Potere e Giustizia”, quella dedicata alla Repubblica, con curiosità e determinazione. “E’ stato vivacemente attento” ci ha detto il suo papà. Libero si è soffermato sulle parole più difficili che diceva il professore e chiedeva al papà di spiegargliele. Dice che gli piacerebbe tornare, magari con dipinti più vicini alla sua sensibilità estetica di bimbo in età pre-scolare. La sua domanda più curiosa? “Papà che significa Lucifero?”.

Dai 5 anni di Libero ai 10 di Antonio, lo studente di scuole primarie più assiduo di queste Lezioni, interessato al momento ai grandi classici come Iliade, Eneide e Odissea. Brillante, diretto, concentrato, ha seguito con interesse sia la lezione del prof. Alessandro Barbero, sia la lezione di Maurizio Viroli.

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In barba alle abitudini dei suoi coetanei la domenica mattina, Antonio è stato attento ad ogni variazione di tono, ad ogni cambio immagine, ad ogni commento. Ed è proprio la commistione tra dipinti e “professori che spiegavano” ad essergli piaciuta. Un nuovo modo di imparare la storia anche per lui che è rimasto molto più affascinato dal primo tema che dal secondo: “Mi è piaciuto di più il primo tema, l’arte della guerra: cavalieri, fanti e gente comune. Del primo professore, Alessandro Barbero, mi è piaciuto di più il suo modo di esporre perché mi sembrava più sciolto e coinvolgente”.

Chissà se al suo ingresso in Teatro, Antonio si aspettava di trovare quello che ha visto, chissà se si aspettava di vivere una delle sue passioni. “A me piace molto la storia – ha detto – perché mi fa conoscere le cose che succedevano nel passato. E inoltre mi fa capire come vivevano nel passato gli uomini”.

Anche per i genitori è un’avventura accompagnare i figli alle Lezioni di Storia. <<Appena è finita la prima lezione ha esclamato “Bello” – ci ha raccontato la mamma di Antonio – Non ha chiesto dettagli o spiegazioni. Mi ha detto che gli piace molto la lezione collegata alle immagini dei quadri, che gli sono piaciuti moltissimo. Non solo tornerebbe, ma credo che tornerà anche alle prossime lezioni. Chiede spesso di seguire anche eventi dove programmiamo di andare solo noi. In questi ultimi giorni ad esempio ha voluto partecipare anche allo spettacolo di Flavio Albanese “La leggenda del grande Inquisitore”, lettura tratta da I fratelli Karamazov di Dostoevskij, a cura di Marinella Anaclerio e prodotta dalla Compagnia del Sole e allo spettacolo Turandot in scena al Petruzzelli”.

Piccoli storici crescono? Lo sapremo solo tra qualche anno. Per ora ci godiamo la loro schietta compagnia.

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Annamaria Minunno

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